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Gli ingredienti per la sostenibilità

  • Caso

    2016 Novembre 22, 02:00 CET

    Nell'impegno volto a migliorare la sostenibilità, i dettagli sono importanti. Per raggiungere obiettivi ambientali ambiziosi, le aziende del settore alimentare e bevande talvolta devono focalizzare l'attenzione sulle problematiche associate alla gestione delle attività produttive e alla manutenzione, spiega Eva Otel, Marketing and Sustainability Manager di SKF.

    Il settore alimentare e bevande sa che la sostenibilità è importante. I clienti sono sempre più orientati all'acquisto di prodotti sostenibili dal punto di vista sociale e ambientale. Gli azionisti vogliono garanzie dalle aziende, che non devono sprecare denaro consumando quantità eccessive di acqua o energia, o producendo troppi rifiuti. I legislatori vogliono processi in grado di evitare l'inquinamento di terreni, fiumi o atmosfera. Inoltre, come dimostra l'accordo UN COP21, i governi di tutto il mondo sono impegnati nella riduzione del riscaldamento globale determinato dalle emissioni di gas serra.

    Le aziende leader mondiali del settore alimentare e bevande si sono imposte obiettivi ambiziosi per la sostenibilità. Tra i vari impegni sociali e ambientali, Diageo mira, ad esempio, al ritorno in sicurezza all'ambiente del 100 percento delle acque reflue1 , Unilever vuole ridurre del 50 percento le emissioni di gas serra associate all'intero ciclo di vita dei suoi prodotti2, e Nestlé si propone di eliminare il conferimento dei rifiuti aziendali in discarica, tutto entro il 2020.

    Sono obiettivi importanti, e l'impegno delle aziende è ammirevole, ma si stanno rivelando difficili da raggiungere. Sempre più spesso, queste aziende si stanno rendendo conto che la chiave per ottenere prestazioni eccellenti in ambito di sostenibilità risiede nei dettagli associati ai loro processi di produzione e manutenzione.

    Molte decisioni prese dalle aziende hanno impatti sulla sostenibilità, dall'approvvigionamento di materie prime alla scelta delle tecnologie di produzione, alla configurazione della catena di produzione. Numerose aziende del settore alimentare e bevande hanno operato importanti cambiamenti in queste aree: incoraggiare i fornitori ad adottare metodi agricoli efficienti, ad esempio, installare attrezzature a elevata efficienza negli stabilimenti di produzione, oppure optare per fonti rinnovabili per l'approvvigionamento di energia elettrica. Decisioni strategiche come queste, tuttavia, attualmente possono essere prese solo a livello di organizzazione. Di fatto, scelte tattiche sul modo in cui vengono gestiti macchinari e gli asset possono avere un notevole impatto sugli indicatori chiave per la valutazione della sostenibilità.

    Per capire perché possiamo analizzare alcuni esempi significativi. Nel campo dell'efficienza energetica, ad esempio, una scelta comune potrebbe essere sostituire i motori elettrici che azionano pompe, miscelatori e altre attrezzature con unità più efficienti. Un motore elettrico da 18,5kW nella classe di efficienza IE1 può assicurare un'efficienza nominale dell'89,3 percento. Un motore dello stesso tipo nella classe IE3 può garantire un'efficienza del 92,6 percento. Quel 3,3 percento di aumento dell'efficienza è prezioso, ma se la pompa azionata dal motore non viene sottoposta a manutenzione adeguata, o se il disallineamento degli alberi di collegamento determina un aumento dell'attrito nella macchina, le perdite di energia derivanti possono facilmente superare i vantaggi ottenuti grazie a specifiche migliori.

    In uno stabilimento per la trasformazione di alimenti e bevande, ad esempio, 12 pompe mostravano elevati livelli di vibrazione e si usuravano rapidamente. L'azienda si è rivolta a SKF, che insieme al team di gestione dello stabilimento ha identificato nell'allineamento scorretto dell'albero la causa originaria del problema. Un allineamento di precisione non solo ha consentito di ridurre rumorosità e vibrazioni e aumentare l'affidabilità, ma anche di diminuire il consumo energetico delle pompe di ben il 20 percento in un caso, e del 16 percento in media. Grazie a questa correzione l'azienda ha potuto ridurre il consumo energetico di ogni pompa di 9.000kWh all'anno e le emissioni annuali di CO2 associate alle 12 pompe di 28 tonnellate. Dato che alcuni siti di produzione del settore alimentare e bevande impiegano molte centinaia di pompe, miglioramenti come questi possono assicurare notevoli vantaggi immediati.

    Inoltre, bisogna considerare gli effetti del tempo di disponibilità delle macchine. In caso di fermo non programmato di un impianto, la maggior parte degli stabilimenti lascia in funzione altre macchine della linea, mentre vengono eseguite le riparazioni. Di conseguenza, l'energia consumata per unità prodotta aumenta, mentre l'affidabilità della linea si riduce.

    È noto che una lubrificazione efficiente gioca un ruolo critico nell'aiutare gli stabilimenti a ridurre i tempi di fermo non programmati. Spesso si dice che la gestione della lubrificazione può determinare l'efficienza delle prestazioni degli asset. Dato che è ampiamente riconosciuto che pratiche di lubrificazione adeguate sono fondamentali per assicurare l'affidabilità di stabilimento, il problema non risiede nella rilubrificazione, ma nelle scelte operate per ottenere il risultato giusto con il minimo impatto ambientale.

    La pulizia a secco dei cuscinetti può avere come conseguenza dei materiali contaminati da grasso, come, ad esempio, guanti e stracci o salviette di carta, che generalmente vengono inceneriti. Ciò si ripercuote negativamente sull'iniziativa Zero Landfill3 che esorta a passare dallo smaltimento in discarica a pratiche orientate a evitarlo.

    In caso di lavaggio, il grasso in eccesso (derivante dallo spurgo) eliminato dai cuscinetti entra nel flusso delle acque reflue.

    Se la lubrificazione non viene gestita in maniera rigorosa, i problemi possono moltiplicarsi. Le perdite di lubrificante nell'ambiente di produzione possono compromettere la sicurezza alimentare e creare rischi di scivolamento per gli operatori.

    Il settore alimentare e bevande dovrebbe riconsiderare il modo in cui viene gestita la lubrificazione nei vari siti e valutare tecnologie alternative, che garantiscano la sicurezza di operatori e alimenti, la riduzione dei costi e, al tempo stesso, vantaggi ambientali.

    Per superare sfide come queste sono necessari cambiamenti radicali. Tenute ad alta efficienza possono limitare l'ingresso di acqua nei cuscinetti, con conseguente riduzione dei guasti e prolungamento degli intervalli di sostituzione. I sistemi di lubrificazione automatica possono stabilire in maniera precisa la quantità di lubrificante erogata, limitarne il consumo e ridurre al minimo il rischio di contaminazione e la manodopera. Forse, ancora più importante, una nuova generazione di tecnologie per cuscinetti esenti da lubrificazione e lubrificati a vita può consentire alle aziende di eliminare i cicli di lavaggio/rilubrificazione.

    Tecnologie come queste spesso offrono alle aziende del settore alimentare e bevande una soluzione vantaggiosa per tutti, poiché permettono di ridurre i costi di gestione e, al contempo, contribuiscono a raggiungere gli obiettivi di sostenibilità e sicurezza alimentare. Per cogliere queste opportunità, però, è necessario identificarle e ciò costituisce la sfida più complessa. È improbabile che un ente per la sostenibilità aziendale competente e dotato di risorse adeguate disponga di conoscenze sufficientemente approfondite da consentirgli di identificare i molteplici possibili miglioramenti. Inoltre, i team che dispongono di tali conoscenze talvolta sono più concentrati su altre priorità. È necessario un cambio culturale. Le aziende del settore alimentare e bevande troveranno la ricetta giusta per prestazioni superiori a lungo termine solo quando la responsabilità per la sostenibilità sarà condivisa in tutta l'organizzazione, includendo obiettivi per aumentare l'efficienza e ridurre gli scarti, nonché finalizzati a migliorare qualità, produttività e sicurezza.

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